Dopo le rappresentazioni televisive andate in onda in Rai, il cast di Aria Fresca si è spostato nella piazza e più precisamente nella notte fiorentina di In Fortezza. Noi non potevamo non mancare in quanto nel cast c'è il nostro caro amico Niki Giustini che abbiamo avuto modo di conoscere nel nostro recente show. La cornice di In Fortezza non è delle migliori in quanto eredita un po' lo schema già visto nella Festa dell'Unità, dove si preferiscono palchi più spartani all'uopo di installazioni meglio curate. A condurre Gaetano Gennai già autore dei testi insieme a Carlo Conti della versione televisiva. Devo dire che a dispetto del nome e dei fasti visti alla Capannina in Versilia purtroppo Aria Fresca ha perso tutto ciò che aveva di fresco all'epoca ad iniziare da un brutto Alessandro Paci prigioniero di quel personaggio già visto in Pinocchio e Ohi ohi che crisi, volgare, scontato ed anche cattivo col pubblico astante con infelici battute su gay e portatori di handicapp. Tre le sue finestre nello show e tre sono stati i momenti di assoluta noia per l'ex seccurity delle notti viareggine e francamente alla luce di ciò spero che Conti ne tenga conto, anche perchè il panorama artistico offre di più. Abbiamo rivisto Graziano Salvadori un po impacciato all'inizio col suo personaggio di Achille, un po' troppo legnoso nella battuta che non ha saputo svegliare il pubblico, con uno sketch incolore. Anche i fratelli Atto non avevano più lo smalto dei tempi passati, dove Giustini si è limitato a fare da spalla ad un troppo urlante Salvadori che aveva preso di mira un inutile Gennai rimasto sul palco li con loro. Bellino all'inizio del suo numero il mago silente in kilt, già visto in tv, con numeri di magia surreali ma nel proseguo della serata annichilito dal trend piuttosto negativo dello spettacolo. Niki Giustini apre con le sue imitazioni, brevi e rapide, con battute che strappano l'applauso più per la bravura che per la comicità, comunque sempre strabiliante nei cavalli di battaglia Montesano, Verdone, Banfi e il clone Boldi. Salvadori torna a fare quello che sa fare con un bel monologo che parla del difficile rapporto padre-neonato-moglie, veramente ben condito in tutte le sue sfumature che fotografano la realtà di quei momenti difficili e quanto mai veri. Quello è il Graziano che ricordavo, frizzante, incisivo anche nella recitazione, e forse mal sfruttato dagli autori stessi che hanno preferito le banalità di Paci stroncato anche dai pochi applausi ricevuti. Le risate più vere e spontanee insieme a Salvadori, le ha riscosse Giustini nel suo monologo della macchina Prinz semplice ma efficace con la trovata di simulare il rumore dell'auto mescolandolo alla prosa raccontando una normale domenica di una famiglia al mare. Gaetano Gennai filo conduttore di questa accozzaglia di artisti, sembrava preso e messo li, della serie ci devo essere per contratto, non credendoci troppo neanche lui di un prodotto voluto rispolverare a tutti costi offrendolo ad una televisione in stato comatoso da diverso tempo. Anche il pubblico fiorentino sembra averlo capito ed è stato molto avido nell'applaudire una comicità a tratti volgare e già vista, con persone che hanno lasciato la piazza già alla metà dello spettacolo, peraltro scarso anche nell'allestimento luci. Della vecchia Aria Fresca è rimasto solo il logo in bianco e nero appeso sul fondale di un palcoscenico, e non sarà facile riportarlo ai fasti di un tempo.
Benvenuti! chiunque voi siate. Non importa se siete alti o bassi, magri o grassi, belli o brutti. Questo blog parla degli artisti senza nome, e dipende solo da voi se alla fine di un post o di un commento, vogliate darvi un nome, o rimanere anonimi. Vi prego di mantenere il decoro che si confà a chi dell'arte ha il dono, ma vi prego di scrivere quello che pensate qual'ora questa azione possa arrecarvi sollievo. Pertanto andiamo a incominciare....
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domenica 25 luglio 2010
mercoledì 24 marzo 2010
Quando Lastrico non indica un brutta parola
E' notorio che la televisione mi annoia. E' altrettanto notorio che, nonostante mi annoi, tanta gente la guarda. Non dico di essere un guru, ma se forse tutti evitassimo di vedere programmi stupidi o diseducativi forse trasmetterebbero qualcosa di meglio. Questo lo deve aver capito Claudio Bisio che quest'anno ha proposto per Zelig personaggi nuovi e per alcuni, uno in particolare, geniali. Maurizio Lastrico è senz'altro una novità nel panorama della comicità italiana, una comicità che a mio avviso aveva perso quel buon gusto e quella classe che negli anni passati ci aveva sempre distinto. Nel 1982 un ex comico, Roberto Benigni tirò fuori dal cilindro uno spettacolo a 360° dove politica, religione e usi e costumi quotidiani venivano presi e offerti al pubblico per quasi 2 ore di spettacolo. Oggi, assistiamo ad esibizioni di presunti comici che forse fanno ridere solo chi ha una mente limitata come loro, propinandoci volgarità e contenuti a dir poco scadenti. Lastrico riporta la comicità al suo valore assoluto, ovvero trarre dal quotidiano quello spunto che può sembrar banale, ma se narrato in terzine di Divina Commedia memoria, riesce a far diventare esilarante anche una semplice interrogazione o una partita di calcetto. Ottima è anche la sua interpretazione "gasmiana" ma mai banale, intervallata da il classico sale e scendi di tono accompagnata da una gestualità semplice ma efficace. Accostato ad altri comici veri, Alex & Franz, Aldo Giovanni & Giacomo, Brignano e pochi altri, speriamo che la comicità ritorni sui nostri schermi come un qualcosa da far vedere anche ai bambini ed in questo faccio anche un grande augurio a Carlo Conti che porterà in Rai "Aria Fresca" dove della pattuglia toscana faranno parte Niki Giustini, Graziano Salvadori e Alex Paci, un pò forse dimenticati dal grande giro, ma veri e propri artisti.
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