venerdì 31 ottobre 2008

Roma (e non solo) città chiusa

Navigando tra la rete, trovo questo interessante resoconto sul "Festival del Film" di Roma. Essendo questo un blog di artisti senza nome, ancora una volta sono costretto a dire: "dove vogliamo andare?". Credo di avervi già dimostrato che l'arte e la bravura centrano poco con il successo, e questo sotto è un altro esempio. Rimango con i miei piccoli sogni in abito blu...
La terza edizione del «Festival del film» diretto da Gian Luigi Rondi, che chiude oggi, ha visto molto apprezzato L'uomo che ama di Maria Sole Tognazzi, figlia di Ugo Tognazzi e sorella dell'attore Ricky Tognazzi e del regista Gianmarco Tognazzi, il cui padrino, alla nascita, era Gian Luigi Rondi. Molto apprezzata, per lo stesso film, anche la vice-regia di Martina Veltroni, figlia dell'ideatore del festival Walter Veltroni, a sua volta figlio del dirigente Rai Vittorio Veltroni, la quale (Martina) aveva già lavorato come assistente alla regia in Caos calmo di Giovanni Veronesi, fratello dello scrittore Sandro Veronesi, autore del romanzo Caos calmo, molto amico (Sandro) di Walter Veltroni, con protagonista (in Caos calmo) il regista e attore Nanni Moretti, sposato con Silvia Nono, figlia del compositore Luigi Nono e sorella di Serena Nono, ex di Massimo Cacciari, la quale (Martina) è stata aiuto regista anche in Parlami d'amore di Silvio Muccino, fratello di Gabriele Muccino, questo dopo aver lavorato (sempre Martina) con Carlo Verdone che è fratello di Silvia Verdone che è moglie e agente di Christian De Sica, figlio di Vittorio De Sica e padre di Brando De Sica, regista 25enne diplomato in California (diversamente da Martina Veltroni, che studia a Manhattan) e fratello di Mariarosa De Sica, sceneggiatrice, il quale (Brando De Sica) al Festival ha presentato il pure apprezzato Parlami di me, film dedicato al padre Christian e scritto anche da Maurizio Costanzo, ex marito di Simona Izzo, doppiatrice e regista assieme alla sorella Rossella Izzo, la quale (Simona) ora è la moglie di Ricky Tognazzi dopo esser stata la compagna di Antonello Venditti con il quale ha avuto un figlio, Francesco Venditti, che è attore e che esordì nel 1996 in Vite strozzate di Ricky Tognazzi, e che ha avuto un recente successo nella miniserie di Raiuno Amore proibito, interpretata assieme ad Adriano Giannini, figlio di Giancarlo Giannini, e a Claudia Zanella, figlia di sua madre.
La terza edizione del «Festival del film» ha visto anche la gradita presenza di Carlo ed Enrico Vanzina, figli del regista Steno, che hanno presentato un film sul padre esattamente come Brando De Sica, ma diversamente da Marco e Claudio Risi, figli di Dino Risi, che al padre hanno dedicato solo una mostra, mentre Erminia Manfredi, moglie di Nino Manfredi, assieme alla figlia Roberta, produttrice, e al figlio Luca, regista ed ex marito di Nancy Brilli, precedentemente sposata con Massimo Ghini, hanno riproposto (Erminia, Roberta e Luca Manfredi) L'avventura di un soldato di Nino Manfredi. Toccante anche il film-testamento sulla propria malattia di Gil Rossellini, figlio di Roberto Rossellini, regista del celebre Roma città aperta.

martedì 28 ottobre 2008

"...noi, gli artisti senza nome..."


Finalmente è giunta l'ora! Di che non ci è dato saperlo, però è giunta. Contrariamente a tutti, il nostro gruppo, ha fatto le cose all'incontrario, comprando prima la frusta e poi il cavallo. Se pensate che lo spettacolo che ci ha fatti conoscere un pò in giro, è stato modificato volta volta che andavamo in scena, questo fa capire perchè siamo un pò folli (e frolli). Dopo il Politeama, nell'attesa del DVD, abbiamo chiuso i battenti aspettando nuovi sviluppi, ma la nostra segreteria ha continuato a lavorare alacremente per capire meglio cosa sia il panorama teatrale amatoriale italiano. Ne è venuto fuori un quadro un pochino sconcertante direi, non per le opere in rappresentazione, ma più che altro per la disponibilità delle amministrazioni di agevolare questo tipo di arte. Un timido tentativo del Florence City Musical dell'amico Romagnoli & C. dimostra che c'è effettivamente una base pronta a fare qualcosa, ma l'esser pronti per un piccolo teatro è cosa un pò diversa quando si ha a che fare con i teatri con la T maiuscola. Ma che centra con il post? In giro per l'italia ci sono numerose manifestazioni, concorsi, rassegne per il teatro amatoriale, e tutte richiedono alla compagnia il numerino di associazione, ovvero se non sei associazione non vai da nessuna parte. Fino ad oggi nelle numerose rappresentazioni che abbiamo fatto, anche fuori provincia, la cosa non ci aveva toccato più di tanto, anche perchè credo che alla fine ciò che importa sia il risultato finale, però, evidentemente, la conclamazione di una compagnia o associazione che dir si voglia, è importante per chi organizza questo tipo di manifestazioni.
E allora, rullo di tamburi, fiato alle trombe, è nata l'associazione "...noi, gli artisti senza nome..." che racchiude un pò di quello che è la nostra filosofia sul modo di fare spettacolo. Presidente all'unanimità il sottoscritto, vice presidente Fabrizio, socio di prestigio Marcello, addetto stampa, trovarobe, varie e eventuali l'inossidabile Silvano, segretaria la volenterosa e mai doma Barbara. Così adesso anche noi abbiamo un numero e una posizione, che si avvicina molto ai 90 gradi, e come ripeto, non so se ci servirà a qualcosa, e se ci porterà lontano. E' il primo vagito di un futuro che è ancora da scrivere, figlio di un passato già scritto e che ci ha dato tante soddisfazioni, e che sicuramente, comunque vada, sarà florido di sorprese.

lunedì 27 ottobre 2008

Streghe

Sempre girovagando per locandine e rappresentazioni, da segnalare in questo inizio di Novembre, "Streghe" scritto da Tessa Bernardi, con la quale il nostro gruppo interagì un anno fa per la rappresentazione del Notre Dame all'Aurora di Scandicci. In virtù di questo e della conoscenza comune dell'amico Silvano Silvia, lo spettacolo si è arricchito di una parte del nostro corpo di ballo, capitanato come sempre dalla nostra indomita Barbara Pasqui, che con Irene, Teresa, Clarissa e Francesco, hanno creato delle coreografie che daranno sicuramente una maggiore dinamica allo spettacolo.
L'atto unico "Streghe", liberamente ispirato all'omonimo testo teatrale di Tessa Bernardi, affronta la vicenda delle persecuzioni subite sul finire del 1500 dalle donne di Triora, arrestate, torturate e processate perché accusate di stregoneria. La vicenda drammatica, sostanzialmente fedele alla realtà storica, viene rappresentata non soltanto nello spirito della rievocazione, ma nel preciso intento di esaltare l'atmosfera suggestiva di quei luoghi, e soprattutto lasciando aperto il principale interrogativo suggerito dal punto di domanda del titolo. Un dramma è sempre un punto di non ritorno dell'esistenza umana, nel caso specifico di Streghe ho cercato dentro di me delle spiegazioni a tanta violenza, discriminazione, annientamento, ma soprattutto una richiesta pressante di sapere chi fossero realmente queste donne barbaramente torturate e uccise.
Quindi non resta che ricordare l'appuntamento fissato per Venerdi 31 Ottobre al Teatro Nuovo Sentiero di via delle Panche 36 e un doveroso "merda, merda, merda" rito propiziatorio di ogni spettacolo, anche di streghe...

sabato 25 ottobre 2008

Quando la fotografia è arte....


Da un pò di tempo a questa parte, presto sempre più attenzione alle fotografie che si trovano in giro (web, giornali, pubblicità). E' indubbio che una fotografia ben "centrata" descrive meglio di qualunque cosa , l'attimo, la situazione, il volto, l'espressione del soggetto inquadrato. Le più ricercate sono le espressioni dei politici che il giornale compiacente o avversario, utilizza per l'esaltazione o l'affossamento del personaggio, ma anche piccoli particolari di un immagine posso cambiare un luogo descritto nello scatto fotografico. "il Giornale" on line pubblica sempre foto molto curiose e azzeccate come quella qui accanto, che a me è piaciuta molto, vuoi per l'aspetto ludico, vuoi perchè l'espressione degli animali sintetizza il tragico momento che l'economia mondiale sta passando. Credo che se avessimo cercato degli attori per trasmettere un messaggio del genere, non saremo riusciti così bene nel nostro intento. Io ho la fortuna di conoscere due amici fotografi, Silvano Silvia e Gabriele Termine, che mi hanno insegnato parecchio dai loro scatti. E' innegabile che fotografi si nasce e non si diventa. E questo spiega perchè non basta una bella macchina fotografica, e un corso di fotografia, per surrogarsi il diritto di saper fotografare. La fotografia è un attimo del tempo dove viene descritto un momento che può durare una vita. Un tramonto del 1936 è uguale ad un tramonto del 2008 eppure sono distanti nel tempo. A me piacciono molto le vecchie foto in bianco e nero, quelle che ritraggono la mia città, che all'occhio risulta sempre uguale, ma nella sostanza risulta profondamente cambiata. Le foto migliori, se ci fate caso, sono quelle scattate all'improvviso, a volte per sbaglio, dove non viene cercata una particolare geometria, ne una particolare espressione, e il soggetto viene ritratto nella sua vera essenza, con i suoi pregi e difetti, senza che un particolare software modifichi il momento impresso. Bisognerebbe soffermarsi di più nell'osservare una foto che ci attrae, anche un nostro ritratto: forse capiremo più noi stessi e il mondo che ci circonda.

lunedì 6 ottobre 2008

L'isola dei famosi (e degli stupidi)


Ahhh!! Mi voglio proprio dedicare un post al veleno... Ma neanche poi tanto velenoso, diciamo più constatante (bellissima parola) quanto il pubblico è stupido e quanto la tv fa bene a prenderci in giro. Ovviamente se dico stupido/i qualcuno si offenderà, ma non è un mio problema... Chi vi scrive è stato nelle selezioni (quelle vere) del Grande Fratello 2, praticamente l'anno dopo il boom. Quindi se vi parlo di reality, un pochino me ne intendo. Eravamo gli ultimi 50, quelli dai quali dovevano sceglierne 30, 15 dentro e 15 fuori di riserva. Non andò, ma mi divertii lo stesso, in quanto fu il migliore casting alla quale ho partecipato. Ma torniamo al titolo del post. Leggo stamani che la Marini, Valeria Marini, avrebbe ricevuto o riceverà 150.000 euri per la presenza all'isola dei famosi. Cento-cinquanta-mila-euro?!?!?!?!?!? Dico stiamo scherzando?!?!?!? Vacanza in Honduras, beauty farm gratis (non mangiando gli andrà via la cellulite) e in più dei soldi?!?!? Programmi televisivi dedicati per 15 dementi che fanno a dirsele e a farsele in un isola, in speciali pomeridiani con la brava (non in questo caso, ma pagata) Pettinelli (la frangia a Valentina tagliatela!) che parla del problema di quello che vuol tornare a casa dal babbo, però non vuol lasciare l'isola, sennò l'altra demente e oca di turno non sa come fare, per paura di un bidello che gli salta addosso di notte?!?!?!?!? Dico (virgola) stiamo scherzando?!?!?!? A questo si è ridotta la televisone? Hanno ragione da vendere Fiorello & C. a prendere in giro la Ventura! Ragazzi, questi son programmi da vietare, o almeno, non pagate la gente che vi partecipa... E la Simona nazionale, con la sua laurea in giornalismo, e con tutti i soldi che ha, deve andare a condurre un programma che potrebbe condurre gratis Luca Giurato?

Però c'è il rovescio della medaglia. Vado a fare la spesa (altro che isola dei famosi, fate la spesa oggi e vedete se arrivate a fine mese) e nell'attesa, alla cassa, tre donne di una non meglio precisata età (celebrale poca) stavano parlando dei fatti e personaggi dell'isola dei famosi... Ma come, penso io, ti accingi a pagare il carrello con la spesa, e invece di imprecare perchè ti vola un terzo dello stipendio, parli della buccia d'arancia della Marini?!?!? Ma io t'affogo nell'arancia!! Corro a casa, vado in rete, e cerco di capire chi guarda l'isola, il gradimento, lo share, l'auditel... Cifre impietose mi dicono che lo stupido sono io e quelli come me, perchè una quantita imprecisata di italiani guardano l'isola dei famosi!!!! Allora prendo il telecomando, cerco il canale, e in tempo reale sono anche io sull'isola... Eccoti il bidello che prende da una parte uno, che gli dice che l'università voterà per lui, se non parla più con un altro e un altra che gli dicevano di stare a cuccia... Nooooo! Non ce l'ho fatta! Ho riguardato i grafici e ho detto: "ma andate tutti a cacare!!!"... E poi dicono che all'università si studia! Ce lo vedi il laureando, intento a preparare la tesi, pensare a votare l'amico del bidello misteriosamente sperduto su di un isola dell'Honduras? Rivoglio Alberto sordi e Bernad Blier!!!!!!!

sabato 4 ottobre 2008

Dracula, morsi e dintorni


Lo so già il titolo lascia un pò a desiderare... Va beh! Ho fatto tardi, guardate l'ora, e traete le vostre conclusioni... Ieri sera sono andato a teatro a vedere Draculea (curioso il fatto della e E della A) scritto e prodotto dall'associazione il "Musaico Immaginario", che ha come presidente l'amico e famoso Febo in Notre Dame, Marco Romagnoli. E' da quando conosco Marco, dal lontano novembre 2006, che ne parla, ed essendo un opera veramente artigianale, fatta con il famoso sudore citato nei tanti post precendenti, mi sembrava doveroso e rispettoso essere alla "prima" al teatro di Rifredi. Vorrei fare una bella critica, come tanti hanno l'ardore di fare su giornali e luoghi blasonati, ma di solito il critico è una persona che capisce poco della materia che sta criticando, e si eleva a giudice supremo stroncando ogni tipo di iniziativa o simili. Certo pensando alla rana in croce, o al cane fatto morire ad una mostra d'arte, forse si potrebbe osare un "andate a lavorare!" oppure "in croce ci metterei te!", ma non è il caso di iniziative come il Draculea/a, che di tutto hanno bisogno tranne di critiche "distruttive". Quelle, forse, andrebbero fatte in separata sede, con gli interessati, non con lettori ignari di ciò che non hanno visto...

Comunque, Draculea opera in due atti, con musiche inedite che si ispira al romanzo originale di Bram Stoker, e ricalca fedelmente il percorso originale del romanzo con i scena i protagonisti tutti cantanti. Solo nel secondo atto, c'è un piccolo break in pura prosa dove il Conte Dracula incontra a Londra il suo destino Mina, che poi lo porterà a morire sulla croce. Per una compagnia amatoriale, il lavoro è messo bene in scena, con scenografie e movimenti scenici degni di spettacoli professionali, come anche la cura dei costumi di tutti i partecipanti. Mentre la scena scorreva, non potevo non pensare che i ragazzi sul palcoscenico erano, sono, tutti dilettanti, e quindi ogni movimento era sottolineato da ore di sacrificio per arrivare a rappresentarlo ad un pubblico. Hanno avuto coraggio, e solo per questo meritano un plauso... Una menzione la merita anche il contesto della rappresentazione, sempre voluto dall'associazione in collaborazione con Magno Prog: Florence City Musical che porterà in scena 3 opere tra cui l'inedito "8 donne e un mistero" e un già visto "Il pianeta Proibito", per un totale di 8 rappresentazioni. Non so chi "pomperà" dei liquidi per tenere in piedi la baracca, certo è che l'iniziativa va premiata, perchè comunque ringiovanisce un pò il teatro, sempre più carente di brillantezza e novità. Novità non solo nelle opere, alcune saranno intramontabili e sempre verdi, ma nei personaggi che le animano, provenienti non da rissosi talent show, ma da sotto casa nostra, visi e volti che ci appartengono, gli stessi che magari ti incartano il pane o ti riparano il computer... Bravi Marco & Co. sicuramente non avete fatto meglio della PFM, ma neanche peggio considerando i loro capitali investiti....

martedì 30 settembre 2008

Lo spaccone


Tempo fa in un intervista su MTV, uno scrittore americano parlava degli americani come un popolo di eterni bambinoni. Quasi 50 anni fà Paul Newman diceva alla Fallaci che gli americani stanno molto attenti alla bellezza, quasi in maniera ossessiva. Tennesee Williams addirittura ne fece uno studio. Certo è che si crea un alone magico intorno ai personaggi belli e dannati, e quasi tutti creati da Hollywood. Paul Newman se ne è andato all'età di 83 anni. Sembrava immortale nei suoi film, ed anche se il tempo passava, lui riusciva ad essere sempre bello, anche con le rughe. Non esiste un "Dio" brutto, ne una qualsiasi altra divinità, ed è per questo che siamo portati a credere che ci possano essere delle persone immortali, sopratutto quando vengono elevati ad un ruolo di icona. Poi, la vita, ci riporta alla realtà, alle impietose ma necessarie foto del tempo che scorre, ai belli giovani e forti, diventati anziani, e nei peggiori casi, logorati da malattie... Le utlime immagini dell'attore lo ritraggono su di una sedia a rotelle, magro, neanche la lontana ombra dello spaccone, del pugile che è stato. Di lui si narra di un uomo fedele, che ha sempre vissuto con la donna amata e sposata, dicendo che non conviene mangiare gli hamburger quando in casa si ha una bistecca. Questo era Paul Newman. Un icona, una vita che ogni uomo vorrebbe vivere, donne, motori, cinema. Perfino la Rolex gli ha dedicato un orologio, quel Daytona che vediamo su tanti polsi maschili (veri e falsi) nella speranza di essere un pò come lui. Poi c'è il lato meno conosciuto, quello caritatevole, fondatore tra l'altro di una linea di prodotti alimentari, che io comprai in un mio viaggio negli States, e una volta assaggiati feci come il mitico Alberto Sordi: "Maccarone m'hai provocato? Mo te magnio!" Ma non importava la qualità, era il gesto, il pensiero, di un grande attore in aiuto ai più deboli. Con Paul Newman se ne vanno via una parte degli anni 50 e 60, quel dopoguerra che ci aveva lasciato ferite importanti, ma ci aveva regalato quelli che poi sarebbero stati i miti della rinascita, e avrebbero fatto sognare chi ancora si stava leccando le ferite. Negli ultimi film aveva fatto da "spalla" alle icone dei nostri tempi, una sorta di passaggio di testimone, una prosecuzione della specie. Ma nessuno potrà eguagliare la classe di questo grande attore, che a dispetto del suo aspetto fisico, con quegli occhi azzurro-furbo, le cronache lo descrivono come un uomo serio con pochi grilli per la testa. E' la bellezza-tristezza della vita. C'è chi va e c'è chi arriva, con la speranza che siano dei degni eredi... Ma su questo non ne sono poi tanto certo...

lunedì 29 settembre 2008

Depardieu: morto a 37 anni il figlio ribelle di Gerard


Saran potenti papa, saran potenti re, ma quando la signora con il mantello nero e la falce arriva, non ce n'è per nessuno...
L'attore Guillaume Depardieu, figlio di Gerard Depardieu, è morto in ospedale in ospedale vicino Parigi. Un portavoce di Artmedia, la società produttrice del padre, ha detto riferito che Guillaume aveva "contratto un virus che ha causato una polmonite fulminante". Guillaume era separato dalla moglie con cui aveva avuto una bimba, Louise, di 7 anni. Figlio d’arte, il debutto sul grande schermo arrivò a soli 3 anni. Nel 1995 un tragico incidente in moto. Nel corso della sua carriera ha recitato in molti film quasi tutti francesi, in alcuni al fianco del padre, come "Tutte le mattine del mondo" e la miniserie "I miserabili". La vita di Guillaume era stata profondamente stravolta da un incidente in motocicletta avuto dall’attore nel 1995: un bagaglio volò dalla macchina che lo precedeva e gli maciullò il ginocchio. Le successive cure non riuscirono mai a debellare una brutta infezione che, nel 2003, portò i medici ad amputargli la gamba. Impegno nel sociale e problemi con la giustizia. In seguito a questa vicenda ha anche dato vita alla "Fondazione Guillaume Depardieu" che si batte per il riconoscimento dei danni, morali e fisici, causati da infezioni ospedaliere. Negli anni successivi è stato più volte protagonista delle cronache per guai con la giustizia: nel 2003 venne condannato a 9 anni con la condizionale per aver minacciato un uomo con una pistola a Trouville in Francia mentro nel giugno scorso era stato condannato a due mesi di prigione per guida in stato di ebbrezza.

sabato 27 settembre 2008

Binario Morto


Titolo nefasto, ma non nei contenuti. L'estate è finita, e di lei ci rimane il gusto di sale sulla pelle, e qualche traccia di abbronzatura sui volti.... Va bene non essere nefasti, ma qui siamo troppo sul romantico... Dunque binario morto perchè. Verso la metà di Maggio negli uffici SIAE è circolata una nota che riguardava il "Notre Dame de Paris". La nota recitava (non l'ho personalmente vista ma ne ho avuto conferma) che gli aventi diritto alla riscossione dei diritti di autore dell'opera, ricordiamo scritta cento anni fa da Victor Hugo, e portata in scena versione musical da Cocciante e Plamondon, vietavano ogni rappresentazione sia a livello amatoriale sia professionale, dell'opera intitolata "Notre Dame de Paris". Già questo suona un pò strano. Il libro scritto da Hugo è un capolavoro immortale, e comunque passati i 70 anni canonici, che la svincolano dal diritto di autore, ognuno di noi può leggerla e rappresentarla come meglio gli pare. In aiuto a questo, sono venuti i due compositori, che hanno fatto un capolavoro del capolavoro, musicando in maniera sublime, quello che lo scrittore aveva descritto con le parole. Successivamente Cocciante ha messo in vendita le canzoni, ovvero le ha rese di pubblico dominio, come ogni autore fa dopo aver scritto e prodotto una canzone. Ma torniamo al nostro divieto. Perchè vietare? Innanzitutto bisogna scavare nei fallimentari musical italiani, tra cui Romeo & Giulietta dello stesso Cocciante e prodotti dal ce-l'ho-tutti-io Zard. Nessuno si sarebbe aspettato un successo mondiale del Notre Dame e i relativi guadagni, e questo all'inizio ha fatto gridare: "ma quanto siamo bravi!". Purtroppo la realtà è un pò diversa e a 10 anni di distanza, l'allegra compagnia è dovuta tornare sui suoi passi, rivolgendosi al Gobbo e pregando la zingara affinchè tornassero in scena per coprire gli enormi buchi fatti dagli altri. Infatti un anno fa hanno ripreso a girare l'italia in lungo e in largo, compiendo una operazione di marketing notevole, raggiungendo l'apice con la vittoria di Lola Ponce e Giò Di Tonno al festival di Sanremo, con una canzone scritta dalla Nannini, in odore di "Pia dei Tolomei", e prodotta di chi? (Rullo di tamburi) David Zard! E allora per non bruciare la strada al ritorno della bella zingara (bella ma non brava), Cocciante si è ripreso la produzione e ha vietato la rappresentazione a tutti i comuni mortali, che in un certo qual modo, rovinerebbero il ritorno del fortunato musical. Quindi cari aspiranti Gobbi e Esmeralde, il Notre è diventato come il Rocky Horror Show, non azzardatevi a farlo sennò l'integerrimo galoppino SIAE, si presentarà con il sopracciglio crucciato e vi sfratterà dal vostro bel teatro.

E noi? Bella domanda... Noi abitanti della terra di mezzo, un pò Hobbit, un pò Elfi, un pò Orchi (il sottoscritto), abbiamo preso qualche canzone di Cocciante, qualche sottofondo di Vangelis, Pink Floyd, Star Wars, abbiamo scritto della prosa nuova, scene nuove, e siamo andati in scena per 4 anni raccogliendo sempre più consensi. Consensi che da Maggio 2008 ad oggi, ci hanno portato a ricevere qualche telefonata da nord e da sud Italia, in una sorta di SOS Notre Dame, chiedendoci come avessimo potuto calcare scene importanti, senza incontrare nessun ostacolo legato al diritto di autore. Beh! Svelarvi il segreto sarebbe troppo semplice, ma la chiave sta nel titolo e nel modo di rappresentare l'opera. Noi non facciamo niente di strano, perchè alla fine paghiamo anche i diritti alle canzoni, che Cocciante ci ha venduto. Ci siamo solo immaginati il nostro Notre Dame, abbiamo letto il libro, e ci abbiamo visto l'amore, la follia e la morte.... a Notre Dame!

mercoledì 20 agosto 2008

Leggendo qua e la sotto l'ombrellone....


Come sempre prima di ogni post penso in un modo e scrivo in un altro... In realtà il titolo doveva essere "Perchè ho sempre ragione", ma poi pensando agli aficionados del blog e all'integerimmo Giuseppe-Alida-Jonathan mi sono detto perchè porre l'altra guancia?

In relatà più che leggendo sarebbe opportuno scrivere "navigando", in quanto le mie fonti di lettura e informazione provengono tutte da internet, casualmente mi sono imbattutto in un articolo riguardante Sean Connery, l'agente segreto più famoso del mondo. Quanti di noi, almeno per una volta, non hanno detto la famosa frase "...il mio nome è...", come quel metalmeccanico di Milano che disse: "..il mio nome è Billa.... Bran Billa...". Soffermarsi sull'attore sarebbe bello ma inutile per adesso, ma la cosa che mi ha colpito è di sapere che lui ha un figlio... Direte voi, che c'è di male? Cavolo! Voi sapevate che Connery ha un figlio? Sapete dirmi se fa l'attore? E qui ritorniamo al mio "perchè ho sempre ragione". Avete presente lo star sistem italiano? Attori, attricette, comparse, cugini, zie, nonne, veline, figlio di.., fratello di..., sorella del fratello della zia... Per non parlare dei figli d'arte. Li senti parlare e la prima cosa che dicono è che si sono fatti da soli. Si, forse su una panchina... Tutti super impegnati, tutti presi nel disquisire, senza ricordarsi che, quasi tutti, se non avessero quel cognome che portano, non sarebbero neanche usceri (senza offesa per questi ultimi)... L'unico che ho sentito in pubblico, negli spettacoli teatrali è Cristian De Sica, che rende SEMPRE omaggio al suo grande padre, e ci parla pure. Cristian poi è anche bravo... Ma torniamo a Jason Connery, il figlio. Scartabellando nell'IMDB (http://www.imdb.com/) vedo che Jason fa si l'attore, ma con ruoli non certo all'altezza del padre. Inoltrandomi nei meandri delle parentele trovo che anche a Hollywood il sistema clientelare è diffuso, ma al contrario nostro, se non sei bravo, rimani nel calderone delle comparse o ruoli marginali. Vi piace Nicolas Cage? Se vi dico che è nipote di Francis Ford Coppola cambiate opinione su di lui? Michael Duglas? Jeff Bridges? Tutti figli d'arte, ma che figli però...!!!!! Qui... no! Qui ci dobbiamo sorbire un parente di quinto grado della De Filippi che tenta di fare il cantante, il nipote di un politico che fà l'attore, amorfi che escono da trasmissioni amorfe (Grande Fratello su tutti). Ex ex ex attori cantanti (parole grosse) sbattuti su isole famose con la fragilità nervosa di uno psicopatico. La vincitrice di X-Factor inglese, Leona Lewis, successo mondiale. Quelli che hanno vinto l'X-Factor italiano? Spariti! La seconda arrivata? Giusy Ferrero (non ce l'ho con lei personalmente) ha venduto 5 CD ed il sesto forse lo compra mio figlio di 5 anni. Per non parlare dell'intonatisssssssimo vincitore di Amici....
Ed ultimo (perchè ho sempre ragione) la trombata festa dell'Unità, che non doveva aver luogo, ha trovato la degna erede in "PD in festa" con in cartellone i soliti noti fino al reclutamento di un gruppo evergreen, ma non nuovo, i Pooh, che si sono trovati sponsor loro malgrado di questa nuova trovata. Ovviamente la società che gestisce "PD in festa" è diversa da quella che ha gestito "In Fortezza".... Peccato che le persone siano le solite.... Ma questo non conta...
Cari artisti senza nome, di tutta italia, possiamo metterci l'anima nel fare le cose, e sicuramente siamo anche molto più bravi... Ma se non scartabelliamo nel nostro albero genealogico, oppure non ci concediamo a favori... anzi, se non paghiamo in natura (mele, pere, cetrioli... cosa avevate capito!?!?), Morandi aveva ragione (l'unica volta nella sua vita): uno su mille ce la fa....il resto fa da contorno alle copiose locandine delle sagre, che avranno il pregio di averci e di vedere le nostre capacità, le capacità degli artisti... senza nome...

lunedì 28 luglio 2008

Il cavaliere oscuro


Su questo blog non abbiamo mai parlato di Hollywood. Voi direte: "checce frega...", in effetti perchè ce ne dovrebbe fregare qualcosa... Credo però che lo star system offra spunti interessanti sulla vita di tutti i giorni, la nostra vita di artisti, su quello che siamo, e come lo facciamo.

Ieri sono andato a vedere l'ultimo Batman (Il cavaliere oscuro), vuoi perchè sono un fan dei fumetti, vuoi perchè il nuovo corso aperto con Batman Begins è molto più psicologico, vuoi per vedere l'ultima grande interpretazione di Heath Ledger. Forse molti di voi lo conoscevano marginalmente, io lo ricordo in un film commedia "Il destino di un Cavaliere" (A Knight's tale), un biondino australiano con la faccia angelica, protagonista anche di altre pellicole di successo (Brokeback Mountain, Casanova, Io non sono qui).

Heath è morto il 22 Gennaio 2008 proprio quando aveva ultimato le riprese del film. All'inizio si pensava ad un overdose di droga, in realtà, accertato successivamente, l'overdose c'è si stata, ma di psicofarmaci e medicine, prescrittegli come cura per un forte stato depressivo e di insonnia, e per una forte bronchite.

Tempo fa, ebbi occasione di conoscere uno scenografo degli MGM Studios, il quale mi raccontava di quanto sono strani gli attori. Molti di loro, vere e proprie icone per generazioni, spenti i riflettori e telecamere, si trasformano in individui normalissimi, anzi alcuni sono proprio strani, come ebbe a narrarmi a proposito di Robert De Niro, il quale, anche a farci un discorso, non gli pareva del tutto centrato... Forse è questo il segreto di un attore di talento, l'essere strano nella vita ti da la facolta di entrare in innumerevoli personaggi dal buono al cattivo, anche se non lo sei. Heath nella sua ultima interpretazione, il Joker, è magistrale, ed impersonifica il male che a confronto il grande Jack Nicolson (nel solito ruolo) è un principiante. Il pensiero poi di vedere un film con un ragazzo di 28 anni che non c'è più, rende ancora più bello e triste quel lontano mondo che noi non conosciamo. Il film ruota intorno alla figura del Joker, volutamente lasciato sciatto, con un trucco colante per rendere ancora più terrificante la sua figura. Magistrali, come sempre, gli altri tra cui un Gary Oldman nel ruolo del commissario Gordon, Michael Caine nel maggiordomo, Aaron Eckhart il procuratore e Morgan Freeman in una parte minore ma sempre di effetto e azzeccata. Ma è Heath Ledger il vero trade union, la sua angosciante figura, la sua utlima interpretazione che fanno del film, 2H32min di pellicola, un susseguirsi di emozioni che fanno scorrere il tempo in maniera incisiva. Ed è negli occhi del cattivo, nella sua espressione, che leggo i miei dubbi su cosa in realta possa essere la vita. Un uomo che da un interpretazione del male in maniera sublime è stato portato via dal male stesso? Poteva un uomo "buono" fare la solita parte? Oppure il talento, quella cosa che noi artisti pensiamo di avere, ma solo pochi in realtà hanno, nasce solo dal genio e dalla sregolatezza? C'è una scena in cui Joker fa irruzzione nell'attico di Bruce Wayne/Batman e prende in ostaggio la protagonista femminile (Maggie Gillenhaal), ed è impressionante come l'attrice sia ipnotizzata dall'assolo di Heath, quasi che la scena fosse reale. Lo stesso Michael Caine, che ha visto per la prima volta sul set Heat proprio in quella scena, ha descritto come "impressionante" la sua figura, provocandogli un "grosso spavento".

Guardando la sua foto adesso provo rabbia, come padre, come artista che non sono, come 42enne, come amante del talento che non ho mai posseduto, ma tanta sarebbe stata la voglia di averlo... Forse è per questo che molti sono qui, nel loro tran tran quotidiano, casa, lavoro, famiglia, poi c'è chi eccelle in qualche tipo di arte o studio, chi tenta di darsi un tono, ma non saranno mai come i veri talenti, in ogni campo, medicina, sport, arte, persone che vivono in un mondo a noi sconosciuto, e per loro quel mondo non ha tempo, perchè è nel tempo che loro vivranno anche se hanno vissuto una vita breve... Heath preferisco ricordarmelo nel cavaliere William, forse perchè narra la storia di un ragazzo semplice diventato Cavaliere, ma come non ricordarlo in quella figura angosciante di Joker che in fondo rappresenta il male sempre più presente nella nostra società? Ciao Heath,... ci mancherai, come tutti quelli che hanno brillato di una luce splendente, peccato in un tempo breve....

venerdì 25 luglio 2008

Killer Firenze - Queen Vienna = 0 - 6

Se guardate l'ora ovviamente il titolo non poteva essere diverso, ma vi garantisco che non parleremo di calcio, ne di tennis, ne di sport. Ho semplicemente associato il nome della mia città, di una città che amo, e di una band musicale. Anche se è estate, gli artisti senza nome sono in letargo, non per mancanza di voglia, ma perchè, come già scritto più volte, la piazza teatrale offre ben poco per produzioni complesse. Allora la butto nell'analisi delle cose, divento "critico", come va di moda oggi, anzi "opinionista". In ogni città del mondo, all'affacciarsi del caldo, le città offrono ai propri cittadini, spazi, luoghi, momenti, per dargli occasione di uscire, di aggregarsi, e godere della frescura serale estiva. A Vienna, per esempio, un iniziativa molto riuscita è la "Cucina del mondo", una sorta di percorso fatto di piccoli stand, delle cucine più famose, dagli appennini alle Ande, parafrasando De Amicis. Cubano, vietnamita, irlandese, messicano, un giro del mondo in pochi passi, sotto la bellissima cornice della Rathaus, il governo viennese, inserito all'interno di un piccolo parco, il Rathauspark con panchine e fontanelle. Miriade di persone la sera si riversano nel corridoio centrale, le quali, dopo aver preso il vassoio con il cibo, cercano un posto a sedere, nei tavoli antistanti agli stand. Sullo sfondo il bellissimo palazzo del Comune, coperto da un maxischermo per la proiezione di film e di opere nel classico stile mozartiano. Nessun incidente, nessuno screzio, grande vita, ma nel pieno dell'ordine, come si addice ad un paese civile.
A Firenze, in questo lembo di terra circondato da colline, questo momento di aggregazione si chiamava Festa dell'Unità, che ha lasciato il posto, per motivi politici, a "In Fortezza". Sinceramente non ho mai creduto ad un passaggio di testimone tra le due cose, ne ho sempre pensato che una mano di bianco restauri una stanza. Infatti ieri sera, sono andato a vedermi il concerto dei Killer Queen, un cover band dei Queen, vicina agli artisti senza nome, accomunata dall'amicizia con il nostro Silvano Silvia. A parte il confermare quanto già detto in precedenza, che con la volontà di scommettere su realtà come i Killer Queen, fai bella figura e spendi il giusto, vorrei focalizzare l'attenzione sullo "stupro" che si perpreta ogni anno, in quel luogo bellissimo che è la Fortezza da Basso di Firenze, luogo già minacciato da scelte architettoniche scellerate, e molto spesso usato per manifestazioni di cattivo gusto quale la suddetta festa. Contrariamente a quanto si possa pensare, la "mano di bianco" non ha celato lo spirito pecoreccio, anzi, passeggiando all'interno della Fortezza, sembra che sia esplosa una bomba, come in una camera disordinata, dove non c'è un filo logico, ne un motivo preciso per portare, ad esempio, un bambino di 5 anni a passare una sera tra la gente. Il rumore di sottofondo è assordante, fastidioso, gli stand messi in ordine sparso, l'odore delle cucine che si mescola tra il fritto e la sagra del bombolone. Per la maggiore vanno le scritte "latine", balli caraibici, in un tentativo di ricreare l'atmosfere cubane (speriamo di no!), brasiliane, un pò come avviene per l'ultimo dell'anno, divertisi per forza, tralasciando una bella serata in compagnia, magari assaporando qualcosa di nuovo, senza per questo essere travolti dai decibel e dallo sporco. Niente è cambiato se non il nome. L'"arena" (parola grossa) ricavata all'interno come spazio concerti, è bruttarella, priva di gusto. Uno spazio "messo li", alla rinfusa, certo per ospitare la maggior parte degli artisti in cartellone è anche troppo, però artisti come i Killer Queen si sarebbero meritati un pò di più, tenendo conto che il loro è anche un concerto che tocca una delle band più acclamate nel mondo. Dunque l'improponibile confronto con Vienna viene perso sotto tutti gli aspetti, anche nello spazio ludico estivo, dove una città come Firenze dovrebbe proporre situazioni in luoghi meravigliosi per il ritrovo delle persone, il PartErre, lo spazio intorno alla Vasca della Fortezza, villa Fabbricotti... Certo se l'intento è di metterci quella sorta di casino organizzato, allora è meglio non fare niente, però non potremmo mai vincere la coppa Davis o lo scudetto...

giovedì 17 luglio 2008

Grazie ragazzi (Jean Paul, Andrea, Gabriele)




Nella mia formazione artistica, in questo caso quella di regista (parola grossa se riferita a me), fondamentale è stato l'incontro con Jean Paul Carradori nel Dicembre 2005. Ho già parlato di lui in un post precedente e non voglio addentrarmi oltre, però la sua conoscenza mi ha aperto ad un mondo non solo prima a me sconosciuto, ma con il passare del tempo, un mondo nuovo, tecnologico, cosa ancora inusuale per il teatro. Nella fattispecie, l'avvento della tecnologia Led, ha prodotto un salto di qualità che ancor oggi, molte produzioni, stentano ad adottare, ma che in termini pratici, porta un notevole risparmio sia di materiale, sia di corrente, quindi minori tempi di allestimento. Ovviamente una volta assaggiato un buon prodotto, si fa fatica a tornare indietro, e così tutte le produzioni successive al 2005 sono state caratterizzate dall'utilizzo di questa tecnologia. Dal canto mio, ho iniziato ad informarmi su tutte le novità, che non potrò mai permettermi, ma che però mi tengono aggiornato, ed in ogni brefing che faccio prima della stesura tecnica di uno spettacolo, quando parlo con Andrea Ruoli e Gabriele Termine (Jean Paul è sempre super impegnato), almeno so di cosa parlano, e sopratutto, quando vado a vedere degli spettacoli, il mio occhio cade sempre sulla parte tecnica, "giudicando" se sono in presenza di "pionieri" o di "tradizionalisti". E cosi è, anche quando girellando per il web, mi imbatto in articoli che riguardando allestimenti sia per lo spettacolo sia architetturali, non posso non notare la dotazione tecnica, come per la chiesa di Bologna (di cui allego due foto) dove è stata adottata la tecnologia LED, quella stessa che utilizziamo noi. E così, mentre per voi che leggete sono solo "padelle" o scatole bianche, per me sono gli stessi (quasi) fari che utilizziamo noi, e di questo ne vado fiero, perchè quando si parla di tecnologia e innovazione, ci piace essere sempre un pò all'avanguardia. Quindi se tutto il paradiso viene illuminato dai Led, come noi gli artisti senza nome, perchè non ringraziare i miei amici e mentori che senza loro non ci sarei mai (forse) arrivato? Però mi sorge un dubbio: se le luci sono arrivate in paradiso, il suo "proprietario" demanderà a loro l'illuminazione del genere umano? E sopratutto nell'affresco di Michelangelo, nella Cappella Sistina (Città del Vaticano - Roma), quel particolare incrocio tra le mani di Dio e le altre, siamo proprio sicuri che siano quelle di Adamo e non di un light designer?

sabato 12 luglio 2008

Lettera ad un amico (ovvero la butto in politica)


"L'uomo è per natura un animale politico" (Aristotele).

Lo so, quando faccio così sono un pò gigione, al pari di quelli che quando parli, ti inondano da citazioni, frasi, parole che fanno molto radical chic. Perdonatemi se l'ho fatto con una frase, ma anche se non parlerò dei gialli, verdi o bianchi, vorrei scrivere questo post a mezzo tra una lettera e delle riflessioni. Da quando noi facciamo questa attività, ci siamo imbattuti e scontrati con delle realtà che non sto qui a descrivere, ma vi giuro che abbiamo sollevato diversi coperchi e visto cosa bolliva veramente in pentola. Ho già affrontato argomenti sulla gestione del denaro che i comuni spendono per le loro ludiche piazze nei mesi estivi, ma, dato che amministratore di una delle più belle "piazze" italiane, il teatro romano di Fiesole, è il mio carissimo amico Paolo Becattini, vorrei scrivergli una missiva e consegnarla al mio fido portalettere elettronico...

Caro Paolo,

sono venti anni che ci conosciamo, e in tutto questo tempo ci siamo frequentati non assiduamente, ma quel poco che basta per sapere che ci possiamo fidare l'uno dell'altro. Recentemente ti avrei "scosso" volentieri per quella mancata rappresentazione del nostro Notre Dame, nel bellissimo teatro romano di Faesulae (Fiesole), cosa che tu mi avevi promesso, ma si sa, in politica le promesse sono un pò mezze bugie. Non ti nascondo che c'era anche un altra parola per essere a "In Fortezza" a Fiorenza (Firenze), una sorta di estate fiorentina che dovrebbe prendere il posto dell'oramai stantia festa dell'unità. Sapevo già in partenza che con la perdita delle elezioni del 13 Aprile, i comuni amministrati dalla sinistra, sarebbero dovuti correre ai ripari per l'annunciato taglio sulle spese "futili" o copiose. Infatti i cartelloni annunciati i vari concerti in zona, quest'anno sono usciti un pò in ritardo rispetto alla media, perche credo che tutti gli organizzatori dovessero fare i conti con budget più limitati. Sia tu, che altri due nomi, ci avete contattato per avere un buono spettacolo, a costi ridotti, rispetto alle cifre richieste dai vari artisti, tra cui Stefano Bollani testimonial del tuo Jazz Festival. Ma come dice ogni tanto Fabrizio, io sono un eterno illuso, vivo ancora all'epoca di Lorenzo il Magnifico, credo ancora a Babbo Natale, e puntualmente la realtà gli da sempre ragione... E allora caro Paolo, salta il teatro di Fiesole, salta la Fortezza per mancanza fondi... Quindi prevedo un estate di austerity, un estate di messa a punto per le strategie del prossimo anno, fino all'apparire del cartellone ufficiale di "In Fortezza" con i soliti "noti" in concerto: Pelù, Caparezza, Blu Vertigo,... Ma guarda, dalla mancanza fondi all'ingaggio di nomi grossi. Mi viene a mente il "buco" fatto da Italian Wave l'anno scorso, con Piero Pelù in testa... eppure sono ancora li... Certo mi da fastidio prendere dell'ingenuo, ma Fabrizio ha proprio ragione!! E quindi ripenso alla bellissima serata dei tamburi TAIKO, che tu hai voluto organizzare insieme all'amico Daniele Agresti, che non ti è costata un patrimonio, anzi, dalla gente che c'era oserei dire minimo sforzo massima resa, e penso che se tu ascoltassi un pò di più gli amici, che ti sono sempre stati accanto, per l'anno prossimo potresti scommettere su realtà meno "emorragiche" a livello economico, conservando si grossi nomi, perchè non vogliamo essere loro sostituti, ma contornandoli di produzioni meno note, ma di sicuro effetto dironpente. Agli altri suggerisco di essere più impavidi nella scelta degli artisti, perchè con piccoli incentivi possiamo avere delle ottime performance teatrali e musicali (i Killer Queen son un esempio), senza pescare ogni volta nell'aria fritta e rifritta...

Abbraccia tua moglie e i tuoi splendidi figli.

Massimiliano Miniati

sabato 5 luglio 2008

Domenica 13 Luglio...

Ebbene si, si può dire di tutto prima di uno spettacolo... Silvano aveva detto che dopo il Politeama avrebbe smesso. Varie lotte intestine e dolori mestruali e andropause anticipate, avevano sfaldato il gruppo. Poi, pero... la nostalgia un pò prevale, anzi... Ma come dice un vecchio adagio fiorentino, senza lilleri e un si lallera, e nell'attesa che il telefonino squilli, siamo ritornati alle nostre vite...
Domenica 13 Luglio alle ore 21, in Piazza Bartali a Firenze (dove c'è la Coop di Gavinana) ritornano ad esibirsi dopo un pò di tempo Max & Tony che vi accompagneranno in un percorso musicale fatto di bossanova, swing, in una serata dal buon bere (spero) e della buona compagnia. Ovviamente ci sarà tutto il cast del Notre Dame che concederà autografi e foto.... (saremo gli unici ed anche i gatti scapperanno, ma... chi se ne frega!!!!). Chi ha seguito un pò le vicende del gruppo, è naturalmente invitato, e chi non le ha seguite.... è invitato lo stesso!!!