Non so se siete fanatici dei talent show de noattri e urlate come isteriche quando appare la squadra blu o bianca di Amici, oppure riempite i teatri per vedere squallide rappresentazioni dove l'unico/a in grado di recitare è Platinette... Beh! Vi do un consiglio spassionato. Guardatevi America's Best Dance Crew su MTV, e guardate cosa significa talento... E' un talent show che si svolge a Los Angeles nel quale si affrontano, ballando, vari gruppi di ballo formati da ragazzi, provenienti da varie parti dell'America. Ogni gruppo che si è presentato farebbe invidia ai nostri ballerini professionisti, e contrariamente alle diatribe che si vedono ad Amici, tanto per fare un esempio, sull'aspetto fisico di quella ballerina un pò cicciottella, li si pensa solo a ballare, e vi garantistico che alcune non sono tanto magre. Eppure l'energia e la bravura emergono sempre, facendo di ogni coreografia un vero e proprio momento magico. La dedizione è tanta che prima competono contro se stessi e poi contro gli altri, dimenticando che è una gara e che alla fine ci sono i soldi. Prima del verdetto finale, il leader di uno dei due gruppi, ha detto semplicemente che già essere li era un bellissimo premio, perchè in quell'esperienza sono stati a contatto con i veri professionisti del settore. Nella carrellata finale tutti hanno ballato insieme, anche quelli che sono stati eliminati, che sono tornati li, insieme ai loro compagni di avventura, ritrovandosi per chiudere tutti insieme questa prima edizione. Anche li tre giudici che non si sono mai "azzuffati" una volta che sia una, ma tutti e tre hanno sempre espresso giudizi indipendentemente da ciò che diceva l'altro. Alla fine commozzione generale, pacche sulle spalle e comunque la consapevolezza di aver fatto qualcosa di importante. Ancora una volta una grande lezione d'oltreoceano, mentre noi continuiamo a becchettarsi e a non produrre talenti... Mah!
Benvenuti! chiunque voi siate. Non importa se siete alti o bassi, magri o grassi, belli o brutti. Questo blog parla degli artisti senza nome, e dipende solo da voi se alla fine di un post o di un commento, vogliate darvi un nome, o rimanere anonimi. Vi prego di mantenere il decoro che si confà a chi dell'arte ha il dono, ma vi prego di scrivere quello che pensate qual'ora questa azione possa arrecarvi sollievo. Pertanto andiamo a incominciare....
sabato 28 febbraio 2009
America's Best Dance Crew
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lunedì 23 febbraio 2009
Sanremo Amici...
Finito il festival tra numeri e bilanci, non possiamo notare come, sempre più, la kermesse canora più famosa d'Italia, porti con se delle coincidenze quanto meno strane... Anni fa come per magia si sapeva già il nome del vincitore prima dell'inizio, e Striscia ne ha sempre dato prova... L'anno scorso vinsero Lola Ponce e Giò di Tonno con una canzone (che alla radio ho sentito due volte) della Nannini che guarda caso doveva uscire con Pia dei Tolomei (di Zard) e che comunque permise nuovo vigore all'immagine dei due cantanti che poi sono tornati in tournee con il Notre Dame de Paris.
Quest'anno ha vinto il piccolo grande uomo Marco Carta, un outsider di fronte ai mostri della musica italiana (solo per questo merita il premio) che indignati hanno gridato al complotto geriatrico. Personalmente, l'ho scritto anche nel post precedente, se devo valutare un cantante non valuto certo il piccolo sardo, che di voce e talento non ne ha al contrario di una sua compagna di talent show Karima. Comunque il popolo è sovrano, e sopratutto, come Lele Mora insegna, le carte telefoniche sono sovrane... Casualmente, solo per pura casualità, una mera coincidenza, un incrocio astrale del mese di Febbraio, la valletta del sabato sera era Maria De Filippi che sempre casualmente, non ha presentato l'entrata in scena di Carta... Ora voi direte che io sono paranoico e complottista... Ricasualmente, la sera prima Karima non aveva vinto a discapito della brava e semplice Arisa, accompagnata dal mitico Luttazzi, ma sinceramente non all'altezza della rivale. Ve lo immaginate? Karima e Carta vincitori di Sanremo!!! Vince "solo" Marco Carta con una canzone decisamente orecchiabile. Però, forti dubbi mi rimangono... Nell'anno della va o la spacca casualmente si è materializzata la presenza di Amici nel Festival e gli ascolti si sono subito impennati... Ma si sà, io penso sempre male, ho sempre questi pensieri forvianti, però ancora non c'è nessuno che mi ha mai dimostrato il contrario...
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giovedì 19 febbraio 2009
Incompetenti e approssimativi!!!!!!!!!!
Premetto che non sono un fan del Festival di Sanremo. E' altresi vero che amando Sergio Caputo non posso dire altro che "la radio mi pugnala con il festival dei fiori", però rispetto tutto e tutti, e non condividendo le scelte artistiche, non lo guardo. Casualmente stasera, mentre ero intento ad abbuffarmi su di uno stinco, decido di fare zapping per vedere cosa la tv non trasmette. Eccoti su Rai Uno il Fesival, e casualmente imbrocco la canzone di Karima, quella che è stata buttata fuori da Amici, quel programma a base di liti e poco talento... Accanto alla ragazza dall'indiscusso talento (la prossima volta fatti insegnare a gestire il microfono, cavolo!!!!!!) un signore non più tanto giovane al piano e il nuovo Barry White de noattri Mario Biondi (che a me piace). Bella la canzone, molto orchestrale, vecchio stile, inusuale per il festival, ma molto friendly da ascoltare, a parte una pessima amplificazione dei microfoni (chi hanno in regia un parente alla lontana di Beethoven?). Continuo incuriosito a guardare il signore al piano, faccia non nuova... Finita la canzone mi aspetto un meedley di Biondi, invece se ne vanno tutti e due lasciando il posto all'anziano musico che altri non era che sua maestà (almeno per me) Burt Bacharach!!! Ecco il perchè della canzone così ben orchestrata!!!! A quel punto Bonolis, dopo la presentazione, lascia il palco, con l'immancabile pianoforte 3/4 a coda nero, al maestro che dirige una piccola compilation dei suoi brani più famosi. Nessuna lead vocal, solo dei solisti presi dal coro (che lanciò il compianto Alex Baroni) ad interpretare tre canzoni... Con tanto popò di orchestra hanno messo a cantare due persone che neanche un apprendista alla scuola di canto che frequento, avrebbe fatto peggio. Un Farinelli a cantare Raindrops keep falling on my head, che non è neanche difficile, senza un minimo d'anima ne fiato (bastava studiarla prima!!!) per fortuna perso nel mezzo della bellissima musica. Una corista del coro della chiesa (senza offesa per il coro) a rimbalzare tra una strofa e l'altra di Save little prayer for you, fino a perdere il tempo alla fine con il conseguente ammutolimento degli ultimi secondi, lasciando al coro il riff finale... Pezzi che per la loro bellezza dovrebbero essere trattati come opere d'arte, sciupati dalla negligenza di quattro corde vocali rubate all'agricoltura... Alla fine standing ovation per il maestro che spero non abbia sentito quanto poco rispettosi siamo per la vera musica... Certo siamo buoni a produrre cantanti che parlano, oppure con un timbro di voce che dopo due canzoni vorresti cambiare canale, a talent show degni di una riunione di condominio...
Ci perdoni maestro, le chiedo scusa a nome di tutti noi, artisti nell'ombra che veneriamo l'arte, e che speriamo, almeno per un attimo, di essere sul palco li con lei, e di renderle omaggio, impegnandosi, come ha fatto la brava Karima, che essendo una spanna al di sopra degli altri, non ha vinto niente, se non il rispetto di chi ama il bel cantare... In fondo That's we friends are for...
P.S. Volevo parlare anche dell'interpretazione di Laurenti su My Way. ma per oggi mi fermo qui...
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martedì 13 gennaio 2009
Din don... C'è nessuno in casa?
Che titolo sconclusionato!!! Mi ricorda la battuta di "Ritorno al futuro"... Va beh!... Post dedicato alle persone serie, anzi alle ragazze serie, alle quali il buon Masini (tuo!!) dedicò una canzone. In realtà centra sempre Edoardo Costa, quel bel ragazzone alto, che prende prima in braccio i bambini poi li prende per il.... Chi? Daiiii il Costa che ha fatto una particina in un film amerigano amico di Bruce Willis, quello che ha detto che all'Actor Studios c'è troppa concorrenza, quello che si aggira per Venezia, insomma lui... Comunque... Perchè le ragazze serie. L'altro giorno, presentata da un amico, ho conosciuto una ragazza che lavora nel campo della moda. 22 anni, 1m80, bella presenza, spigliata, e nel parlare è venuta fuori la domanda del perchè non è "famosa" come lo sono tante altre. Candidamente mi ha semplicemente risposto perchè non le interessa, non le interessa separarsi dai suoi affetti, ne tantomeno cambiare città. Tra le proposte anche un contratto per due anni in un importante programma Rai, ma a lei basta quello che fa, ritenendolo dignitoso e sufficente. Nel discorrere di varie esperienze avute, ma ha anche raccontato un aneddoto sul bel mascellone de noattri. Il nostro ragazzone l'agganciò durante una sfilata di moda e con occhio clinico, notò che la giovane poteva essere una potenziale attrice. Sfilato l'immancabile biglietto da visita, la invitò per un provino nella sua "scuola" per attori a Milano. A vent'anni con l'invito di cotanto attore, accetti, prendi il treno e vai a Milano, tanto che cos'hai da perdere? Arrivata nel feudo del bell'Edoardo, ed effettuato il provino, insieme ad altre aspiranti attrici, lui si presenta sul tardi, le chiede com'è andata e le lascia gentilmente le chiavi di casa, dicendo al suo autista che l'avrebbe aspettata per cena. Cos'era un ulteriore provino sul funzionamento dei fornelli? O di quanto potesse essere brava a cucinare? No signori. Sono i provini sparsi per tutta l'italia, in lungo e in largo, con promesse, promesse e promesse, sfruttando l'illusione che un domani tu possa sculettare in un talent show, o essere recluso in una casa per due mesi! E ho preso Costa come punta dell'iceberg (lo fa anche Striscia!!) ma come lui ce ne sono tanti, come tanti sono chi sfrutta le volenterose compagnie teatrali, spremute fino al midollo e poi gettate via nel dimenticatoio. Non c'è una corsa al merito, a chi possa veramente essere più bravo/a. Sicuramente anche quelli bravi hanno accettato dei compromessi, ma secondo voi Leona Lewis non è brava? Beyoncè? Justin Timberlake? Ma li avete mai visti dal vivo? Live? Dovrei averci fatto il callo a queste cose, ma ancora mi stupisco, ricordando gli albori, i provini di Gianna Tani negli anni '80, dove tutti noi eravamo pionieri, e la meschinità non era così palese. Spero che le ragazze non si svendino per un miraggio, perchè tali sono, e che la bravura non viene dal giacere con lo sbavone di turno, ma viene anche dal duro lavoro e dai risultati ottenuti. Plaudo la giovane ragazza e gli auguro una bella vita professionale... Magari gli faccio un provino anche io, ma le chiavi di casa me le terrò in tasca!!!
mercoledì 31 dicembre 2008
Buon 2009
Doverosi gli auguri di fine anno, e che il 2009 sia un anno prospero per tutti voi. Gli "speriamo che" li lascio a chi spera. Vorrei che per la nostra passione ci sia più di una gratificazione, vorrei vedere che il nostro lavoro, il lavoro di tutti noi, non sia fatica sprecata... Eppure la realtà è ben diversa da come la vorremmo. Il caso dei soldi mai dati da Edoardo Costa ad una associazione che si occupa dei bambini brasiliani, è soltanto la punta di un iceberg per quello che riguarda la beneficenza. Un offesa per chi come noi, artisti di strada, cerca di divertirsi e nel contempo di dare una mano. L'unico modo per tentare di riempire un teatro è la solidarietà, altrimenti i gruppi amatoriali sono visti con diffidenza, lasciati a se stessi e alle loro follie.
Ma ancora ci ritroviamo qui, a cercare di dare vita ad un idea, pensando alla prossima cosa che canteremo sul palco, al prossimo vestito da indossare, alla ricerca di quel battito che ci accompagna prima di entrare in scena.
Buon anno pagliacci, attori, mimi, cantastorie, musicanti, ballerini, cantanti, maestri d'arme, comparse, tecnici, maschere... e buon anno anche a te, pazzo sognatore...
sabato 13 dicembre 2008
Buon Natale

Buon Natale ragazzi. Buon Natale a tutti voi! Che ognuno di voi possa trovare sotto l'albero almeno uno dei desideri che avete, almeno uno dei sogni, o solamente un pò più di felicità.
Buon Natale dal più folle dei folli, che ancora crede a qualcosa, e in qualcosa... Buon Natale artisti senza nome, e che Dio ci benedica.
Buon Natale dal più folle dei folli, che ancora crede a qualcosa, e in qualcosa... Buon Natale artisti senza nome, e che Dio ci benedica.
domenica 7 dicembre 2008
Lo sciopero delle vanità
Quando Robespierre instaurò la ghigliottina durante i moti della rivoluzione francese, tutti i torti non l'aveva. In un certo qual modo decapito un pensiero, e non lo fece soffocando le menti, ma ne tagliò le teste, cosicchè non potessero più pensare. E' un inizio un pò macabro, ma scorrendo per locandine e spettacoli leggo che una rappresentazione postuma e inedita di uno spettacolo del grande Gaber, all'Auditorium di Milano, è saltata per "sciopero artistico" dell'attore Claudio Bisio. Conseguentemente, è saltata anche la rappresentazione in quel di di Genova, anche per il volere della figlia che avrebbe voluto la prima nella città natale del padre. Ora però l’occasione è sfumata, e così quei sei monologhi con canzone che un Gaber già malato aveva composto, tra il ’99 e il 2000, senza riuscire a portarli sulle scene o alla radio, sono stati di nuovo bloccati. E forse il Signor G riderebbe, di questo ennesimo sgambetto che chiude il sipario in faccia al suo ultimo sforzo di raccontare con ironia la storia del nostro Paese (un monologo a decennio). Perché la paralisi di uno spettacolo comicamente corrosivo e anarchicamente poetico per sciopero generale sarebbe una geniale trama per uno sketch, se non fosse realtà. Evidentemente, dire che Gaber è un maestro, che aveva ragione «anche quando lo fischiavi» (Bisio dixit) è di sinistra. Non averlo fischiato prima e rendersi conto che boicottarne lo spettacolo in nome di uno sciopero è insensatezza, un’offesa alla cultura e forse anche all’intelligenza, deve essere di destra. Claudio Bisio forse ci ha provato a trovare una soluzione che, per una volta, non portasse cucita sopra la solita trita etichetta politica. Aveva accettato di andare in scena rifiutando il cachet. Ma ai sindacalisti Cgil del «Piccolo», i quali già avevano ottenuto che lo spettacolo finisse fuori dal loro teatro, questo non è bastato. Hanno insistito a colpi di comunicato, hanno fatto capire che Bisio era «insensibile» alle loro istanze, allo sciopero. Così Bisio che non è Gaber, ma si limita a recitare Gaber, ha deciso di lasciar perdere, di dimenticarsi che «l’appartenenza/ non è un insieme casuale di persone/ non è il consenso a un’apparente aggregazione/ l’appartenenza è avere gli altri dentro di sé». Peccato. Ritengo Bisio una persona inteligente e arguta, e a parte quando a presentato il 1 maggio, abbastanza equilibrista per stare a Mediaset e professarsi di sinistra. Ma lo sgambetto che ha fatto a Gaber, in nome di uno sciopero, se lo poteva benissimo risparmiare, ma forse il grande "cantattore" se lo poteva anche immaginare pensando anche ad una delle sue più celebri canzoni: "...ma cosa è la destra, cos'è la sinistra...". Robespierre dove sei?
venerdì 5 dicembre 2008
Quando alle volte si dice

Lascio a voi la lettura e il giudizio di questo articolo. Una cosa la devo dire: l'arte non deve avere confini ideologici. Chi li ha avuti e chi ancora li ha, rischia di fare la fine di Chiambretti. Bella da un lato, brutta dall'altro.
Milano - Un brindisi con il lambrusco. Servito in bicchieri da osteria. Sotto una gigantografia di Gramsci. E tutt’intorno tendaggi rossi e tavolacci su cui mangiano la zuppa operai e impiegati stupiti dall’inedito caos.
Non è da tutti i giorni - anzi è la prima volta - vedere il primogenito della famiglia Berlusconi pasteggiare in un circolo Arci piuttosto che in una saletta riservata di un noto ristorante milanese. L’occasione è stata la presentazione del nuovo programma di Piero Chiambretti, in onda su Italia Uno dal 20 gennaio. Pierino la peste ha organizzato il singolare incontro in un antico «covo» dei comunisti per provocazione, ma soprattutto per sdrammatizzare. Dopo mesi di chiacchiere e accuse sul «traditore», sull’uomo di sinistra, il «Portalettere» e il «Laureato» che da Raitre (passando per la tv dei «fighetti» di La7) approda al nemico Mediaset, lui (per cui comunque è stata una decisione sofferta) ci ha voluto giocare sopra, battezzando il tutto come un nuovo «compromesso storico». E Pier Silvio ha accettato di presenziare alla conferenza sorridendoci su pure lui: «Mi fa piacere andare in un circolo Arci, visto che non ci sono mai stato». Il circolo prescelto è stato l’Arci di via Bellezza, sede storica milanese di ritrovo del popolo di sinistra, un tempo «società di mutuo soccorso». Che è stata presa d’assalto da telecamere e cronisti come mai nella sua storia, sia per l’evento Chiambretti sia per «interrogare» il vicepresidente Mediaset sulla questione dell’aumento dell’Iva a Sky e anche al digitale terrestre della casa del Biscione. «Si tratta - ha detto il vicepresidente - di un caso di conflitto di interesse al contrario. La nostra azienda subisce un danno dall’aumento dell’Iva per gli abbonamenti di Mediaset Premium, tra l’altro in un momento di start up, ma non abbiamo protestato. Sky ha avuto una reazione scomposta e ha coinvolto anche i telegiornali, cosa che noi non abbiamo mai fatto».
Del programma di Chiambretti è presto detto: sarà un ideale proseguimento di Markette in onda fino alla scorsa stagione su La7. Ma, invece di stigmatizzare la pubblicità che si fa in Tv, si metteranno alla berlina i falsi numeri uno, cioè le star che tali non sono, per «certificare» invece i veri idoli. Il giudizio finale sarà dato da Diego Abatantuono, coinvolto a pieno titolo nel programma. Chiambretti night, così si intitolerà lo show, andrà in onda dal 20 gennaio in seconda serata (alle 23,45) al martedì, mercoledì e giovedì e tornerà anche a settembre.
Ma è il passaggio in sé di Chiambretti a Mediaset a suscitare scalpore. Su cui Pierino ha ricamato regalando ai giornalisti una serie di battute che da sole basterebbero per un mini show. «Perché siamo qui?» - ha esordito lo showman - «perché siamo arci-contenti di un nuovo programma e perché alcuni tra noi sono arci-miliardari». E ancora: «Ho fatto due scommesse: una, portare in un circolo comunista Pier Silvio Berlusconi. E ci sono riuscito. L’altra, più difficile da vincere, è quella di portare il figlio di Bossi all’università». Se non bastasse: «Pier Silvio era preoccupato di venire qui, ma l’ho rassicurato: ci sono solo comunisti, nessun abbonato Sky». Poi un po’ più seriamente Piero ha spiegato che, dopo la fine del contratto su La7 (non rinnovato per problemi di budget), gli erano state fatte varie offerte. «Raiuno mi aveva chiesto di condurre Affari tuoi su Raiuno, Raidue una serie di seconde serate, Raitre non si fa sentire da 15 anni, Sky di sperimentare nuovi show, ma tra tutte, quella più allettante è stata la proposta di Italia Uno: tre sere a settimana sulla rete giovane dove posso realizzare uno show ideato da me e non condurre un format già precostituito». Problemi politici? «No, come ha detto anche Moretti, destra o sinistra, non importa, basta che mi facciano lavorare come voglio io». Insomma «sono e resto un uomo di sinistra, ma un conto è quello che si vota nell’urna e un conto il lavoro. Mediaset non mi impone niente, l’unico limite che mi è stato chiesto è quello del buon gusto e mi sembra che non mi manchi».
Non è da tutti i giorni - anzi è la prima volta - vedere il primogenito della famiglia Berlusconi pasteggiare in un circolo Arci piuttosto che in una saletta riservata di un noto ristorante milanese. L’occasione è stata la presentazione del nuovo programma di Piero Chiambretti, in onda su Italia Uno dal 20 gennaio. Pierino la peste ha organizzato il singolare incontro in un antico «covo» dei comunisti per provocazione, ma soprattutto per sdrammatizzare. Dopo mesi di chiacchiere e accuse sul «traditore», sull’uomo di sinistra, il «Portalettere» e il «Laureato» che da Raitre (passando per la tv dei «fighetti» di La7) approda al nemico Mediaset, lui (per cui comunque è stata una decisione sofferta) ci ha voluto giocare sopra, battezzando il tutto come un nuovo «compromesso storico». E Pier Silvio ha accettato di presenziare alla conferenza sorridendoci su pure lui: «Mi fa piacere andare in un circolo Arci, visto che non ci sono mai stato». Il circolo prescelto è stato l’Arci di via Bellezza, sede storica milanese di ritrovo del popolo di sinistra, un tempo «società di mutuo soccorso». Che è stata presa d’assalto da telecamere e cronisti come mai nella sua storia, sia per l’evento Chiambretti sia per «interrogare» il vicepresidente Mediaset sulla questione dell’aumento dell’Iva a Sky e anche al digitale terrestre della casa del Biscione. «Si tratta - ha detto il vicepresidente - di un caso di conflitto di interesse al contrario. La nostra azienda subisce un danno dall’aumento dell’Iva per gli abbonamenti di Mediaset Premium, tra l’altro in un momento di start up, ma non abbiamo protestato. Sky ha avuto una reazione scomposta e ha coinvolto anche i telegiornali, cosa che noi non abbiamo mai fatto».
Del programma di Chiambretti è presto detto: sarà un ideale proseguimento di Markette in onda fino alla scorsa stagione su La7. Ma, invece di stigmatizzare la pubblicità che si fa in Tv, si metteranno alla berlina i falsi numeri uno, cioè le star che tali non sono, per «certificare» invece i veri idoli. Il giudizio finale sarà dato da Diego Abatantuono, coinvolto a pieno titolo nel programma. Chiambretti night, così si intitolerà lo show, andrà in onda dal 20 gennaio in seconda serata (alle 23,45) al martedì, mercoledì e giovedì e tornerà anche a settembre.
Ma è il passaggio in sé di Chiambretti a Mediaset a suscitare scalpore. Su cui Pierino ha ricamato regalando ai giornalisti una serie di battute che da sole basterebbero per un mini show. «Perché siamo qui?» - ha esordito lo showman - «perché siamo arci-contenti di un nuovo programma e perché alcuni tra noi sono arci-miliardari». E ancora: «Ho fatto due scommesse: una, portare in un circolo comunista Pier Silvio Berlusconi. E ci sono riuscito. L’altra, più difficile da vincere, è quella di portare il figlio di Bossi all’università». Se non bastasse: «Pier Silvio era preoccupato di venire qui, ma l’ho rassicurato: ci sono solo comunisti, nessun abbonato Sky». Poi un po’ più seriamente Piero ha spiegato che, dopo la fine del contratto su La7 (non rinnovato per problemi di budget), gli erano state fatte varie offerte. «Raiuno mi aveva chiesto di condurre Affari tuoi su Raiuno, Raidue una serie di seconde serate, Raitre non si fa sentire da 15 anni, Sky di sperimentare nuovi show, ma tra tutte, quella più allettante è stata la proposta di Italia Uno: tre sere a settimana sulla rete giovane dove posso realizzare uno show ideato da me e non condurre un format già precostituito». Problemi politici? «No, come ha detto anche Moretti, destra o sinistra, non importa, basta che mi facciano lavorare come voglio io». Insomma «sono e resto un uomo di sinistra, ma un conto è quello che si vota nell’urna e un conto il lavoro. Mediaset non mi impone niente, l’unico limite che mi è stato chiesto è quello del buon gusto e mi sembra che non mi manchi».
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lunedì 24 novembre 2008
Julian Beever

Per chi di voi (come me fino a poco tempo fa) non conoscesse l'anamorfosi, vi invito a visitare il sito di Julian Beever http://users.skynet.be/J.Beever/index.html, uno street artist che ha fatto di questa tecnica una vera e propria arte.
L'anamorfosi, usata anche da Leonardo da Vinci è una tecnica di disegno che permette di ottenere immagini che riescono a ingannare l'occhio di chi osserva, fino al punto di fargli vedere immagini tridimensionali, anche se dipinte su di un piano. L'immagine che ho allegato, non è altro che un esempio su questa tecnica pittorica, e se navigate in rete ne troverete altrettante.
Guardando le foto, rimando letteralmente rapito da quello che l'ingegno umano possa fare, anche soltanto con una serie di gessetti colorati! Ovviamente Beever disegna in diverse parti del mondo, ma non in Italia, perchè considerato alla stregua dei più famosi "madonnari".
E pensare che siamo la culla dell'arte....
giovedì 20 novembre 2008
Il mare d'inverno
E' un concetto che il pensiero non considera... Lo so, mi piaceva il titolo, inevitabile il proseguo... L'ultimo post ha la data del 31 Ottobre. Credo che postare o scrivere non debba essere per forza quotidiano, altrimenti rischieremo di scrivere banalità. In fondo all'interno di questo blog ci sono tanti post che sono sempre attuali, quindi non resta che scorrere la ruzzola del mouse per tornare indietro. Niente di nuovo sul fronte occidentale lo scriveva Remarque, niente di nuovo in vista lo scrivo io. Stamani mi sono incontrato con una simpatica signora di un associazione che per adesso non nomino, e come sempre, chi è coinvolto in queste associazioni, ci entra spesso per dolori vissuti sulla propria pelle, e le associazioni fungono come catalizzatore di un dolore comune, e il gruppo si opera per raccolta fondi per quelli un pò meno fortunati. Sapete già che il nostro gruppo è stato e sarà testimonial degli "Gli amici di Lapo (Pro sindrome Kawasaki)", e la conoscenza con il mondo della solidarietà, ci ha un pò aperto le porte su cosa realmente è la solidarietà in generale. E così abbiamo scoperto che a volte grossi nomi nascondono grosse bugie, e magari i più piccoli, quelli non sponsorizzati da nessun personaggio famoso, vivono sulla vera solidarietà delle persone più vere, quelle che per intendersi, si sporcano le mani. Nel discorrere con la signora, è ritornato fuori il vecchio tema di quanto difficile sia per piccole onlus, imbastire qualcosa di importante, a discapito del risultato finale. E' vero che oggi ti bombardano di richieste per donazioni, ma è anche vero che spesso si cerca di offrire un prodotto come contromarca, uno spettacolo, una cena, una mostra... Purtroppo non tutti si possono permettere il gettone di presenza per il personaggio famoso, cosicchè chi tenta strade più "oneste", si trova a fronteggiare cifre importanti, con compagnie poco blasonate, ma di sicuro impatto e riuscita finale. Non vi nascondo che avrei voluto aiutare ancor di più la simpatica signora, purtroppo nonostante i numerosi attestati di stima da parte di tutti voi, non siamo ancora abbastanza famosi da permetterci il richiamo del pubblico soltanto dalla locandina per strada, ne tantomeno poter ri coinvolgere gli affezionati che ci hanno seguito per tutto questo tempo. Oramai l'anno sta per concludersi, e noi negli anni pari siamo sempre stati un pò fermi... Chissà... magari il 2009 ci riserverà nuove sorprese, nuovi contatti, nuove amicizie e magari ritroveremo qualche vecchio amico...
venerdì 31 ottobre 2008
Roma (e non solo) città chiusa
Navigando tra la rete, trovo questo interessante resoconto sul "Festival del Film" di Roma. Essendo questo un blog di artisti senza nome, ancora una volta sono costretto a dire: "dove vogliamo andare?". Credo di avervi già dimostrato che l'arte e la bravura centrano poco con il successo, e questo sotto è un altro esempio. Rimango con i miei piccoli sogni in abito blu...
La terza edizione del «Festival del film» diretto da Gian Luigi Rondi, che chiude oggi, ha visto molto apprezzato L'uomo che ama di Maria Sole Tognazzi, figlia di Ugo Tognazzi e sorella dell'attore Ricky Tognazzi e del regista Gianmarco Tognazzi, il cui padrino, alla nascita, era Gian Luigi Rondi. Molto apprezzata, per lo stesso film, anche la vice-regia di Martina Veltroni, figlia dell'ideatore del festival Walter Veltroni, a sua volta figlio del dirigente Rai Vittorio Veltroni, la quale (Martina) aveva già lavorato come assistente alla regia in Caos calmo di Giovanni Veronesi, fratello dello scrittore Sandro Veronesi, autore del romanzo Caos calmo, molto amico (Sandro) di Walter Veltroni, con protagonista (in Caos calmo) il regista e attore Nanni Moretti, sposato con Silvia Nono, figlia del compositore Luigi Nono e sorella di Serena Nono, ex di Massimo Cacciari, la quale (Martina) è stata aiuto regista anche in Parlami d'amore di Silvio Muccino, fratello di Gabriele Muccino, questo dopo aver lavorato (sempre Martina) con Carlo Verdone che è fratello di Silvia Verdone che è moglie e agente di Christian De Sica, figlio di Vittorio De Sica e padre di Brando De Sica, regista 25enne diplomato in California (diversamente da Martina Veltroni, che studia a Manhattan) e fratello di Mariarosa De Sica, sceneggiatrice, il quale (Brando De Sica) al Festival ha presentato il pure apprezzato Parlami di me, film dedicato al padre Christian e scritto anche da Maurizio Costanzo, ex marito di Simona Izzo, doppiatrice e regista assieme alla sorella Rossella Izzo, la quale (Simona) ora è la moglie di Ricky Tognazzi dopo esser stata la compagna di Antonello Venditti con il quale ha avuto un figlio, Francesco Venditti, che è attore e che esordì nel 1996 in Vite strozzate di Ricky Tognazzi, e che ha avuto un recente successo nella miniserie di Raiuno Amore proibito, interpretata assieme ad Adriano Giannini, figlio di Giancarlo Giannini, e a Claudia Zanella, figlia di sua madre.
La terza edizione del «Festival del film» ha visto anche la gradita presenza di Carlo ed Enrico Vanzina, figli del regista Steno, che hanno presentato un film sul padre esattamente come Brando De Sica, ma diversamente da Marco e Claudio Risi, figli di Dino Risi, che al padre hanno dedicato solo una mostra, mentre Erminia Manfredi, moglie di Nino Manfredi, assieme alla figlia Roberta, produttrice, e al figlio Luca, regista ed ex marito di Nancy Brilli, precedentemente sposata con Massimo Ghini, hanno riproposto (Erminia, Roberta e Luca Manfredi) L'avventura di un soldato di Nino Manfredi. Toccante anche il film-testamento sulla propria malattia di Gil Rossellini, figlio di Roberto Rossellini, regista del celebre Roma città aperta.
La terza edizione del «Festival del film» ha visto anche la gradita presenza di Carlo ed Enrico Vanzina, figli del regista Steno, che hanno presentato un film sul padre esattamente come Brando De Sica, ma diversamente da Marco e Claudio Risi, figli di Dino Risi, che al padre hanno dedicato solo una mostra, mentre Erminia Manfredi, moglie di Nino Manfredi, assieme alla figlia Roberta, produttrice, e al figlio Luca, regista ed ex marito di Nancy Brilli, precedentemente sposata con Massimo Ghini, hanno riproposto (Erminia, Roberta e Luca Manfredi) L'avventura di un soldato di Nino Manfredi. Toccante anche il film-testamento sulla propria malattia di Gil Rossellini, figlio di Roberto Rossellini, regista del celebre Roma città aperta.
martedì 28 ottobre 2008
"...noi, gli artisti senza nome..."

Finalmente è giunta l'ora! Di che non ci è dato saperlo, però è giunta. Contrariamente a tutti, il nostro gruppo, ha fatto le cose all'incontrario, comprando prima la frusta e poi il cavallo. Se pensate che lo spettacolo che ci ha fatti conoscere un pò in giro, è stato modificato volta volta che andavamo in scena, questo fa capire perchè siamo un pò folli (e frolli). Dopo il Politeama, nell'attesa del DVD, abbiamo chiuso i battenti aspettando nuovi sviluppi, ma la nostra segreteria ha continuato a lavorare alacremente per capire meglio cosa sia il panorama teatrale amatoriale italiano. Ne è venuto fuori un quadro un pochino sconcertante direi, non per le opere in rappresentazione, ma più che altro per la disponibilità delle amministrazioni di agevolare questo tipo di arte. Un timido tentativo del Florence City Musical dell'amico Romagnoli & C. dimostra che c'è effettivamente una base pronta a fare qualcosa, ma l'esser pronti per un piccolo teatro è cosa un pò diversa quando si ha a che fare con i teatri con la T maiuscola. Ma che centra con il post? In giro per l'italia ci sono numerose manifestazioni, concorsi, rassegne per il teatro amatoriale, e tutte richiedono alla compagnia il numerino di associazione, ovvero se non sei associazione non vai da nessuna parte. Fino ad oggi nelle numerose rappresentazioni che abbiamo fatto, anche fuori provincia, la cosa non ci aveva toccato più di tanto, anche perchè credo che alla fine ciò che importa sia il risultato finale, però, evidentemente, la conclamazione di una compagnia o associazione che dir si voglia, è importante per chi organizza questo tipo di manifestazioni.
E allora, rullo di tamburi, fiato alle trombe, è nata l'associazione "...noi, gli artisti senza nome..." che racchiude un pò di quello che è la nostra filosofia sul modo di fare spettacolo. Presidente all'unanimità il sottoscritto, vice presidente Fabrizio, socio di prestigio Marcello, addetto stampa, trovarobe, varie e eventuali l'inossidabile Silvano, segretaria la volenterosa e mai doma Barbara. Così adesso anche noi abbiamo un numero e una posizione, che si avvicina molto ai 90 gradi, e come ripeto, non so se ci servirà a qualcosa, e se ci porterà lontano. E' il primo vagito di un futuro che è ancora da scrivere, figlio di un passato già scritto e che ci ha dato tante soddisfazioni, e che sicuramente, comunque vada, sarà florido di sorprese.
lunedì 27 ottobre 2008
Streghe
Sempre girovagando per locandine e rappresentazioni, da segnalare in questo inizio di Novembre, "Streghe" scritto da Tessa Bernardi, con la quale il nostro gruppo interagì un anno fa per la rappresentazione del Notre Dame all'Aurora di Scandicci. In virtù di questo e della conoscenza comune dell'amico Silvano Silvia, lo spettacolo si è arricchito di una parte del nostro corpo di ballo, capitanato come sempre dalla nostra indomita Barbara Pasqui, che con Irene, Teresa, Clarissa e Francesco, hanno creato delle coreografie che daranno sicuramente una maggiore dinamica allo spettacolo. L'atto unico "Streghe", liberamente ispirato all'omonimo testo teatrale di Tessa Bernardi, affronta la vicenda delle persecuzioni subite sul finire del 1500 dalle donne di Triora, arrestate, torturate e processate perché accusate di stregoneria. La vicenda drammatica, sostanzialmente fedele alla realtà storica, viene rappresentata non soltanto nello spirito della rievocazione, ma nel preciso intento di esaltare l'atmosfera suggestiva di quei luoghi, e soprattutto lasciando aperto il principale interrogativo suggerito dal punto di domanda del titolo. Un dramma è sempre un punto di non ritorno dell'esistenza umana, nel caso specifico di Streghe ho cercato dentro di me delle spiegazioni a tanta violenza, discriminazione, annientamento, ma soprattutto una richiesta pressante di sapere chi fossero realmente queste donne barbaramente torturate e uccise.
Quindi non resta che ricordare l'appuntamento fissato per Venerdi 31 Ottobre al Teatro Nuovo Sentiero di via delle Panche 36 e un doveroso "merda, merda, merda" rito propiziatorio di ogni spettacolo, anche di streghe...
sabato 25 ottobre 2008
Quando la fotografia è arte....

Da un pò di tempo a questa parte, presto sempre più attenzione alle fotografie che si trovano in giro (web, giornali, pubblicità). E' indubbio che una fotografia ben "centrata" descrive meglio di qualunque cosa , l'attimo, la situazione, il volto, l'espressione del soggetto inquadrato. Le più ricercate sono le espressioni dei politici che il giornale compiacente o avversario, utilizza per l'esaltazione o l'affossamento del personaggio, ma anche piccoli particolari di un immagine posso cambiare un luogo descritto nello scatto fotografico. "il Giornale" on line pubblica sempre foto molto curiose e azzeccate come quella qui accanto, che a me è piaciuta molto, vuoi per l'aspetto ludico, vuoi perchè l'espressione degli animali sintetizza il tragico momento che l'economia mondiale sta passando. Credo che se avessimo cercato degli attori per trasmettere un messaggio del genere, non saremo riusciti così bene nel nostro intento. Io ho la fortuna di conoscere due amici fotografi, Silvano Silvia e Gabriele Termine, che mi hanno insegnato parecchio dai loro scatti. E' innegabile che fotografi si nasce e non si diventa. E questo spiega perchè non basta una bella macchina fotografica, e un corso di fotografia, per surrogarsi il diritto di saper fotografare. La fotografia è un attimo del tempo dove viene descritto un momento che può durare una vita. Un tramonto del 1936 è uguale ad un tramonto del 2008 eppure sono distanti nel tempo. A me piacciono molto le vecchie foto in bianco e nero, quelle che ritraggono la mia città, che all'occhio risulta sempre uguale, ma nella sostanza risulta profondamente cambiata. Le foto migliori, se ci fate caso, sono quelle scattate all'improvviso, a volte per sbaglio, dove non viene cercata una particolare geometria, ne una particolare espressione, e il soggetto viene ritratto nella sua vera essenza, con i suoi pregi e difetti, senza che un particolare software modifichi il momento impresso. Bisognerebbe soffermarsi di più nell'osservare una foto che ci attrae, anche un nostro ritratto: forse capiremo più noi stessi e il mondo che ci circonda.
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lunedì 6 ottobre 2008
L'isola dei famosi (e degli stupidi)

Ahhh!! Mi voglio proprio dedicare un post al veleno... Ma neanche poi tanto velenoso, diciamo più constatante (bellissima parola) quanto il pubblico è stupido e quanto la tv fa bene a prenderci in giro. Ovviamente se dico stupido/i qualcuno si offenderà, ma non è un mio problema... Chi vi scrive è stato nelle selezioni (quelle vere) del Grande Fratello 2, praticamente l'anno dopo il boom. Quindi se vi parlo di reality, un pochino me ne intendo. Eravamo gli ultimi 50, quelli dai quali dovevano sceglierne 30, 15 dentro e 15 fuori di riserva. Non andò, ma mi divertii lo stesso, in quanto fu il migliore casting alla quale ho partecipato. Ma torniamo al titolo del post. Leggo stamani che la Marini, Valeria Marini, avrebbe ricevuto o riceverà 150.000 euri per la presenza all'isola dei famosi. Cento-cinquanta-mila-euro?!?!?!?!?!? Dico stiamo scherzando?!?!?!? Vacanza in Honduras, beauty farm gratis (non mangiando gli andrà via la cellulite) e in più dei soldi?!?!? Programmi televisivi dedicati per 15 dementi che fanno a dirsele e a farsele in un isola, in speciali pomeridiani con la brava (non in questo caso, ma pagata) Pettinelli (la frangia a Valentina tagliatela!) che parla del problema di quello che vuol tornare a casa dal babbo, però non vuol lasciare l'isola, sennò l'altra demente e oca di turno non sa come fare, per paura di un bidello che gli salta addosso di notte?!?!?!?!? Dico (virgola) stiamo scherzando?!?!?!? A questo si è ridotta la televisone? Hanno ragione da vendere Fiorello & C. a prendere in giro la Ventura! Ragazzi, questi son programmi da vietare, o almeno, non pagate la gente che vi partecipa... E la Simona nazionale, con la sua laurea in giornalismo, e con tutti i soldi che ha, deve andare a condurre un programma che potrebbe condurre gratis Luca Giurato?
Però c'è il rovescio della medaglia. Vado a fare la spesa (altro che isola dei famosi, fate la spesa oggi e vedete se arrivate a fine mese) e nell'attesa, alla cassa, tre donne di una non meglio precisata età (celebrale poca) stavano parlando dei fatti e personaggi dell'isola dei famosi... Ma come, penso io, ti accingi a pagare il carrello con la spesa, e invece di imprecare perchè ti vola un terzo dello stipendio, parli della buccia d'arancia della Marini?!?!? Ma io t'affogo nell'arancia!! Corro a casa, vado in rete, e cerco di capire chi guarda l'isola, il gradimento, lo share, l'auditel... Cifre impietose mi dicono che lo stupido sono io e quelli come me, perchè una quantita imprecisata di italiani guardano l'isola dei famosi!!!! Allora prendo il telecomando, cerco il canale, e in tempo reale sono anche io sull'isola... Eccoti il bidello che prende da una parte uno, che gli dice che l'università voterà per lui, se non parla più con un altro e un altra che gli dicevano di stare a cuccia... Nooooo! Non ce l'ho fatta! Ho riguardato i grafici e ho detto: "ma andate tutti a cacare!!!"... E poi dicono che all'università si studia! Ce lo vedi il laureando, intento a preparare la tesi, pensare a votare l'amico del bidello misteriosamente sperduto su di un isola dell'Honduras? Rivoglio Alberto sordi e Bernad Blier!!!!!!!
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